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Tutta la 1^ serata – Festival di Sanremo 2017

Tutta la 1^ serata – Festival di Sanremo 2017

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(foto Ansa)

Il Festival della canzone italiana inizia in musica.

In bianco e nero Tiziano Ferro canta “Mi sono innamorato di te”ed è subito omaggio a Luigi Tenco. La canzone e l’atmosfera sono bellissime, l’interpretazione nulla di che.  Alla fine dell’esibizione, Tiziano Ferro fa due passi avanti, si inchina al grande pubblico, scende in platea ed esce di scena.

L’orchestra si sfoga, lo schermo torna a colori ed entra il mattatore Carlo Conti. Convenevoli di rito e poi Queen Mary, Maria De Filippi, senza scala. Tesa, tesissima,  floppa le due battute sul copione che le hanno piazzato per rompere il ghiaccio.

Inizia la gara. Giusy Ferreri è la prima cantante a salire sul palco.

Capelli corti e rossetti giganti sul vestito. Il brano non convince, l’esecuzione è tratti imperfetta.

Altro giro, altra corsa. Stavolta il siparietto tra Carlo e Maria funziona meglio,. Carina (e forse improvvisata) la gag del “sorriso”.

Arriva Fabrizio Moro, che è praticamente il fratello gemello di Fabrizio Corona. La canzone ricorda troppo il suo repertorio. Troppo. Troppo. E “con con la testa fra le mani” arriva l’autocitazione, chiudete tutto.

Raoul Bova che non sa leggere il gobbo ricorda, ahimè, Gabriel Garko e tutto il materiale che ci ha fornito lo scorso anno.  E poi i capelli tinti… un gran peccato, visto che il brizzolato (oramai sempre più visibile e impellente) se lo stava portando davvero alla grande.

Nel brano di Elodie, la penna di Emma Marrone si sente così tanto che a tratti anche la voce sembra la sua. Effetto clone, davvero.

Il fatto che nessuno conoscesse Lodovica Comello prima di questo Festival è confermato dall’imbarazzo degli autori nella scelta della canzone con cui farla entrare. Vestito strepitoso, canzone interessante.

Con l’esordio autoironico, Maurizio Crozza azzecca la chiave giusta. C’è un po’ di Renzi, un po’ di Salvini e pure la Raggi.

Mannoia giunonica. Pezzo meraviglioso, testo intenso e fedele a se stessa. Premonizione: come Vecchioni con “Chiamami ancora amore”?
Semplicemente emozionante.

Certo, far esibire Alessio Bernabei dopo Fiorella Mannoia è vera cattiveria. Cosa dire su di lui? Almeno quest’anno non ha plagiato nessuno. Apprezziamo lo sforzo.

Arriva Al Bano e spiazza un po’ tutti. C’è qualcosa di strano. Il brano è poetico, piacevole, ma non spacca. Neanche la sua voce, il che è strano. C’è chi maligna: non spinge troppo per paura della mitrale. Sarà vero?

Con l’esibizione di Samuel, qualcuno chiede pietà: “Maria, chiudi la Boosta!”. E’ vero, le aspettative erano altissime, ma la canzone è praticamente identica a “La risposta”, ancora in radio in questi giorni. Peccato.

Ultimo big in gara ad esibirsi questa sera: Ermal Meta. Anche qui, aspettative altissime. Nostalgia dello scorso anno. “Mi manchi e non lo sai…” (sospiro).

 

 

 

 

 

Maria Romana Barraco

febbraio 7th, 2017

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