Euro 2016

Vamos! – La finale di Euro 2016

Vamos! – La finale di Euro 2016

Francia – Portogallo 0-1 dts; Eder 105′.

In linea di massima ai mondiali e agli europei se collezioni tre pareggi nelle partite della fase a gironi è difficile qualificarsi al turno successivo.
Se fossero rimaste le vecchie regole anche a questa edizione si verrebbe quasi certamente eliminati.

E, ammesso che l’impresa di qualificarsi al turno successivo riuscisse, sarebbe ulteriormente difficile aspettarsi di arrivare in finale se si continuasse a pareggiare.
Tutto questo il Portogallo non lo sa, arriva in finale e vince l’europeo!

Proprio così! Perché il Portogallo ha collezionato 6 pareggi (tra girone e fase finale) vincendo una sola volta nei tempi regolamentari (in semifinale contro il Galles per 2-0).

Era difficile trovare una squadra che meritasse di vincere, perché il Portogallo, in fin dei conti, faceva simpatia ma aveva collezionato risultati deludenti e la Francia, più “antipatica”, aveva comunque mostrato un calcio migliore degli avversari.
Probabilmente non erano nemmeno le squadre migliori del torneo.
C’est la vie!

I galletti abbassano la cresta

I galletti abbassano la cresta

Euro 2016 segna il tramonto del falso nueve, del tiki-taka e degli esasperati individualismi (ne sanno qualcosa Germania, Belgio e Spagna) ed esaltano il gruppo, il gioco di squadra.
In altre parole: l’essenza del calcio, la definizione più intima e profonda del termine “squadra”.
Chiedete all’Italia, che con la rosa a disposizione nessuno le avrebbe dato una chance oltre i gironi.
Chiedete all’ Islanda, cenerentola del suo girone ed uscita ai quarti di finale con la Francia.

Chiedete al Portogallo.
Perché, diciamoci la verità, nessuno di noi avrebbe scommesso su di loro. Figuriamoci quando, a metà del primo tempo, Cristiano Ronaldo esce dal campo di gioco infortunato dopo 24 minuti di gioco!
Il momento chiave della partita, paradossalmente, è stato proprio l’infortunio di CR7.
Da quel momento il Portogallo, complice anche un Rui Patricio in stato di grazia, si compatta, consapevole che non può che fare affidamento proprio sul collettivo.
La Francia è stata superba, leziosa, col titolo già in tasca (avevano già pronto il pullman per i festeggiamenti!) e, malgrado un organico nettamente superiore, ha perso davanti al proprio pubblico.
I galletti di Deshamps hanno cercato la vittoria più dei portoghesi ma sono mancati il cinismo di Griezmann (prova comunque eccellente), l’estro di Pogba e, soprattutto, il gol.
Il palo di Gignac risponde alla traversa di Guerreiro (altro giocatore rivelazione degli europei) e, nella notte in cui tutti si aspettano Ronaldo, ecco che l’eroe diventa l’oriundo Eder, attaccante di scorta sempre sottovalutato dalle big portoghesi, costretto a emigrare prima in Galles, nello Swansea, e poi, guarda caso, proprio in Francia per cercar gloria nel Lille.

Il karma è beffardo, il Portogallo dodici anni fa perdeva il suo europeo in casa propria contro la sorpresa Grecia, adesso con sorpresa lo vince ai danni dei padroni di casa.

 

Alessio De Simone

Luglio 11th, 2016

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