Giochi di Ruolo

Dungeons & Dragons 5^ Edizione: i draghi si sono finalmente di nuovo svegliati

Dungeons & Dragons 5^ Edizione: i draghi si sono finalmente di nuovo svegliati

Era il lontano 1994 quando il tredicenne me venne per la prima volta a conoscenza di un gioco rivoluzionario. Un gioco che si faceva con i dadi ma senza tabellone, che non aveva bisogno dei soldi finti o delle pedine per essere giocato, che aveva infinite espansioni e che permetteva di calarsi nei panni di epici e indomiti guerrieri, spietati ladri o potenti maghi.

D&D Editrice GIochiIl me preadolescente rimase folgorato e non ebbi pace fino a che non costrinsi mio padre ad accompagnarmi nel negozio di giocattoli vicino caso per comprare il gioco. Si trattava della triste seeconda edizione Italiana a manuale singolo, dalla traduzione incerta e dalla copertina con il famoso drago che campeggiava a tutto campo. Niente a che vedere con il doppio manuale (DM e giocatore) del famoso “Red Box”, ma che per il magro me dell’epoca rasentava comunque la perfezione. Al tempo Dungeons and Dragons era ancora un prodotto TSR e la versione Italiana era curata dall’Editrice Giochi.

Da allora iniziarono anni di avventure, in cui ci ritrovarsi a casa di uno dei nostri compagni di scuola e si giocare per ore, uccidendo un personaggio dopo l’altro! Eh sì, perché forse uno degli svantaggi principali di quella versione era proprio che i personaggi di basso livello cadevano come mosche e in veramente pochi riuscivano a sopravvivere per più di qualche sessione. D’altronde, quando per creare un ladro il dado vita era 1d4, al primo livello anche due goblin incontrati per strada potevano essere una minaccia letale.

Arrivato agli ultimi anni del liceo ho purtroppo abbandonato l’hobby ma non ho smesso di giocare, questa volta sul PC, divorandomi Icewindale e Baldur’s Gate (1 e 2), che a oggi ritengo due super gioconi!

Molti anni, molti chili e soprattutto molte versioni dopo mi sono riavvicinato a D&D in concomitanza dell’uscita della 5^ edizione ed è stato subito nuovamente amore.

A poco più di un anno dalla pubblicazione del Player’s Handbook e della Dungeon Master’s Guide penso sia arrivato il momento di trarre qualche bilancio su questa nuova, rivista e corretta “5th Edition” che a mio modesto parere: spacca!

Iniziamo intanto dalla qualità dei materiali: 3 manuali base (Player’s Handbook, DM’s Guide e Monster Manual) tutti con copertina rigida, tutti stampati a colori e tutti pieni zeppi di illustrazioni, tabelle, riferimenti. Tre piccole “bibbie” da cui i più pazienti potranno ricavare tanto.

Ma cosa è cambiato veramente rispetto alle precedenti edizioni? La vera risposta è: tutto! Prima cosa il meccanismo di combattimento, che ha fatto un passo indietro e si è allontanato dal rigoroso sistema a turni della versione 4.0 che tanto aveva suscitato (a ragione) le critiche di buona parte degli appassionati. Oltre a questo abbiamo poi il nuovo sistema con cui vengono gestite situazioni favorevoli e sfavorevoli implementato attraverso la concessione del “vantaggio”, con cui si tirano due dadi da venti e si prende il risultato più alto dei due , o del suo opposto: lo “svantaggio” in cui è il dado dal risultato più basso ad essere utilizzato.

La vera differenza credo però la faccia la parte di “role playing” nuda e cruda. E allora ecco che la creazione di un personaggio diventa un processo ragionato e complesso, che porterà non solo alla classica definizione dei punteggi delle diverse abilità, ma anche all’individuazione delle attività in cui il personaggio è particolarmente “proficient” , alla selezione di un tratto distintivo, di un suo difetto e di un suo legame. Tutti elementi che contribuiscono ad arricchire la storia del personaggio e che permettono di aumentare l’immedesimazione e l’esperienza di gioco. Il tutto condito dalla possibilità, offerta al Dungeon Master, di assegnare a un giocatore un punto di ispirazione (che permetterà, quando speso, di effettuare un tiro salvezza o un tiro per colpire con vantaggio) se la loro interpretazione è particolarmente fedele alle caratteristiche caratteriali e alla storia del personaggio che controlliamo.

Oltre a questo ci sono nuove classi, nuove razze nuovi percorsi di carriera da poter scegliere per i vostri personaggi e un nuovo meccanismo per l’avanzamento nelle doppie classi. Mentre nelle versioni precedenti si avanzava nella prima classe prima di scegliere la classe aggiuntiva e poi, una volta effettuata la scelta, era possibile crescere solo in quest’ultima, nella quinta edizione sarà possibile scegliere in quale delle due classi avanzare ad ogni passaggio di livello. In questo modo non si elimina la difficoltà aggiuntiva, che è derivante dal dover “spendere” un maggior numero di punti esperienza per avanzare in entrambe le classi, ma si elimina l’irreversibilità di una scelta che condizionava in modo permanente la storia del vostro personaggio.

Diciamocelo: in questo ultimo paio d’anni la cultura “geek” o “nerd” che dir si voglia si sta prendendo più di qualche rivincita e questo è grazie anche al nuovo slancio e alla rinascita di brand come quello di D&D su cui Wizards of the Coast, che ormai da più di qualche anno ha acquistato il marchio dalla TSR e che forse ricorderete per un giochino di carte che si chiama “Magic: The Gathering”, sta investendo tanto e con risultati.D&D 5th Edition

Solo negli ultimi due anni sono stati pubblicati 5 moduli avventura (The Rise of Tiamat, Hoard of the Dragon Queen, Princes of the Apocalyps, Out of the Abyss e The Curse of Strahd), un gioco di società (The Temple of Elemental Evil), un gioco di dadi collezionabili (D&D Dice Masters), un gioco di miniature collezionabili (D&D Attack Wing, che sfrutta lo stesso meccanismo di gioco del più celebre X-Wing) e due giochi per PC: un CRPG (Sword Coast Legends) e un MMORPG (Neverwinter).

L’unico difetto, se vogliamo chiamarlo tale, è che per scelta, Wizards of the Coast non localizza più i suoi materiali in italiano e quindi tutto è disponibile esclusivamente in inglese. Visto che ormai tutti parlano la lingua d’oltremanica i problemi non sono tanto di traduzione ma di “conversione” delle unità di misura in quanto tutto è ovviamente indicato il “libre” e “piedi” e non in “Kg” e “metri”. Questo elemento è un po’ noioso quando si fanno i calcoli per gli spostamenti e per il peso trasportabile, ma una volta prese le misure è decisamente gestibile attraverso delle semplici tabelle di riferimento.

D&D Dadi StoriciSe siete interessati a scoprire cosa si cela in qualche dungeon abbandonato, difeso da schiere di goblin assetati di sangue, tenetevi pronti a lanciare qualche dado! Io, per l’occasione, ho rispolverato i miei, quelli originali del 1994. Un piccolo modo per ricordarsi che, tutto sommato, quando si tratta di usare la fantasia, non si diventa mai vecchi!

Davide Smaldone

Maggio 5th, 2016

No comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Protected with IP Blacklist CloudIP Blacklist Cloud
Iscriviti alla Nostra Newsletter
Novità, anteprime e promozioni esclusive
Siamo contro lo spam e rispettiamo la tua privacy!